…AIS o non AIS?

…dopo averci pensato su un bel pò (dato il notevole impegno economico richiesto) avevo finalmente deciso di iscrivermi al corso di sommelier promosso dall’Associazione Italiana Sommelier…quando per caso mi sono imbattuta in questa recensione, tra l’altro di poco tempo fa…

“Un anno fa per passione personale ho deciso di iscrivermi al primo livello del corso di sommelier indetto dal A.I.S. toscana. Il giorno della presentazione del corso, che si svolgeva nella sede ” prestigiosa” dell’ hotel Excelsior di Firenze, la pomposità e l’unicità della metodologia dell’insegnamento imparito dall Associazione italiana sommelier era definita la più prestigiosa, con forti sbocchi professionali al conseguimento dei tre livelli. Sinceramente, la presentazione fu l’unica nota di merito del corso intero il resto è stata solo una lenta e continua sensazione di essere presi in giro. Per prima cosa, all’iscrizione era garantita la presenza alle lezioni del signor Castellani, cosa che già dalla presentazione fu confutata, in quanto troppo occupato nei suoi frequenti impegni che non potevano portarlo ad essere presente. Si arrivava alle 20.15, dopo una giornata lavorativa. Dotati dei nostri bicchierini da degustazione, valore sul mercato 30 euro e ci siedevamo una sala del Hotel. Le lezioni iniziavano matematicamente in ritardo e verso le 22.30 iniziava la degustazione. La degustazione dei vini era la somministrazione di tre vini diversi, dei quali dovevamo imparare a riconoscere l’aspetto visivo, sensoriale e gustativo. Per spezzare tra un vino e l’altro un misero grissino a testa. Succedeva, durante la somministrazione dei vini che spesso dovevi far notare che la quantità era talmente esigua che non permetteva l’esame visivo del vino. La cosa si ripeteva così spesso, che sinceramente diventò una barzelletta per il loro goffo tentativo di risparmiare sulla somministrazione dei vini. La qualità della metodologia dell’insegnamento è a dir poco indecente. Docenti che a macchinetta proiettano diapositive di power point. Senza passione, senza soffermarsi sulle sfumature o sui quesiti posti da noi, senza andare oltre al sussidiario che potevamo tranquillamente leggerci a casa. Le stesse identiche cose sono scritte sui libri, che la stessa associazione fornisce. Il massimo è stato, dopo ben 8 lezioni che ci fu chiesto: ” siccme dovete fare una visita ad una cantina, ci siamo accorti che siete in 90, per cui dobbiamo dividere questa visita in 3 trance diurne. Ma scusa, ora ti accorgi che siamo molti e dai a noi il disagio di doverci organizzare? La beffa è quando ti comunicano, dopo aver speso per il corso 550,00 euro, che devi aggiungere 70 euro per la quota associativa, anche per ricevere la guida dei vini. Ma non fai prima a far pagare 630,00 euro il tutto? Ritengo che per il materiale messo a disposizione per l’apprendimentoper un costo totale di 80 euro, a dir molto, fra libri e bicchieri, la qualità della metodologia dell’insegnamento molto deludente. I docenti sbrigativi e spesso in imbarazzo davanti alle domande poste da noi. La sostanza si basa sul pavoneggiarsi dell’essere un corso A.I.S., ma in sostanza è un corso che non educa nè appassiona, nè incuriosisce. La mancanza di rispetto per l’inizio in ritardo delle lezioni, il non tenere in considerazione, che alle 22.30, al momento della degustazione, che 90% delle persone non avevano il tempo di cenare e quel misero grissino doveva essere accuratamente razionalizzato per spezzare il gusto tra una somministrazione e un’altra, le ridicole somministrazioni dei vini e il dover sempre far notare l’esigutà del contenuto del bicchiere, hanno connotato il corso ad un livello veramente pessimo. Se si intraprende un corso sulla conoscenza dei vini, distillati e birra lo si fa si per sbocco profesionale, ed allora si ha ancora maggiormante la responsabilità di impartire un degno insegnamento, o lo si fa per passione, che sinceramente è meglio coltivare studiando con amici o rivolgendosi ad altre associazioni, molto più valide. Non basta una sede fastosa, sommelier impettiti, una confezione elegante, ma a mio modesto parere è necessaria una serietà concreta. Tutti i partecipanti del corso hanno manifestato le stesse perplessità e mi è successo di incontrare altre persone che avevano fatto lo stesso corso in altre città e lamentavano le stesse pecche.Io lo sconsiglio, e magari informarsi anche su altre associazioni meno famose, ma a quanto ho sentito dire, sono molto più serie ed organizzate.”

E’ vero che una sola recensione non può costituire un campione statistico rappresentativo, tuttavia da quando l’ho letta mi dibatto nell’amletico dubbio: AIS o non AIS?
 

~ di isabel74 su Gennaio 12, 2008.

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